venerdì, Aprile 4, 2025
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BERRA – C.L.A.R.A. HA CONTROLLATO LE FATTURE EMESSE E HA “GRAZIATO” 6 UTENTI CHE NON DOVEVANO PAGARE – E TUTTI QUELLI CHE HANNO LA CASA NON NE SONO RESIDENTI E ABITANO ALTROVE?

Berra – Come promesso Clara ha provveduto a fare le verifiche delle fatture emesse nell’ultimo trimestre e sono risultate 6 le bollette con errore, che saranno riemesse e trasmesse nuovamente ai cittadini interessati, un errore che riguarda gli utenti con compostiera, che per forza non hanno conferimenti ma che sono stati conteggiati come utenti “inadempienti” al minimo conferibile e quindi maggiormente tassati.

Ma la protesta di gran parte dei cittadini è arrivata da chi ha conferito di meno, in deroga alla regola, discutibile ma sacrosanta, scritta a lettere cubitali sul regolamento. A tal proposito sempre Clara sta verificando il numero di utenti che hanno conferito sotto soglia, appunto al di sotto dei minimi, per valutare la possibilità di abbassare i medesimi al fine di evitare l’adeguamento di fine anno, avvicinandosi alla concreta capacità di smaltimento dei cittadini di Riva del Po.

Ma gli interrogativi sono molti. Quanti sono i “giusti” svuotamenti minimi da conteggiare in bolletta? Com’è ripartita la tariffa rifiuti per le utenze aggregate (condomini e altre utenze che condividono i contenitori)? Come sono gestiti gli immobili non abitati o con utilizzo occasionale? Esistono agevolazioni per le famiglie con neonati o anziani o disabili?

“Per un Comune che sceglie la tariffa puntuale, decidere quale modello di calcolo adottare è molto importante – commenta Daniela Simoni, consigliere comunale di miniranza di Riva del Po, che segue da vicino questa vicenda – Il modello di tariffazione è una scelta fondamentale dell’intero processo della raccolta puntuale e ne influenza la scelta. Bisogna tenere presente infatti che ogni territorio ha bisogno di un proprio processo di raccolta e, di conseguenza, del modello di calcolo appropriato”.

“La puntualità porta a porta scelta per Riva del Po – conclude Simoni – è il modello più conveniente e maggiormente rispondente alle esigenze della sua comunità?”.

Per il sindaco Zamboni la risposta è SI “perché nello stesso periodo dell’anno scorso ho speso di più. A dimostrazione che un curato smaltimento porta risparmio”. Ribadidendo però che “fino a quando non ci libereremo della tassa per passare a tariffa, il “porta a porta”, ovvero “Tariffa Puntuale”, non avrà il suo compimento”.

Certo è che per avere un risparmio lo smaltimento diventa un lavoro, minuzioso, attento ed impegnativo. Ma d’altronde nel 2022 tutto è così, se si vuole risparmiare: ragionieri non si nasce, si diventa (per forza).

(d.m.b.)

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