
Ruina – Scaduti i termini dell’avvio del procedimento e dell’ordinanza sindacale, sono iniziati i lavori di bonifica dell’ex Bbs di via Collegio 10 a Ruina, una procedura che all’amministrazione comunale di Riva del Po costa 23.790 euro, cifra che l’Ente potrà e dovrà recuperare dai diretti interessati della Nanoproject, proprietari del sito, nonché una sanzione amministrativa di 500 euro.
Un “investimento” per il bene del territorio, “A vantaggio non solo dei residenti confinanti, che da anni sono stati condizionati dall’incuria della mancata manutenzione, ma anche della pista ciclabile di Via Vigara”. Non è la prima volta che la Giunta Simoni emette una ordinanza di questo tipo, intimando ai proprietari di provvedere alla pulizia o bonifica del sito, altrimenti lo farà l’amministrazione, a proprie spese, che poi verranno recuperate.
Questa volta però la minoranza di Uniti per Riva del Po non ci sta a vedere investito denaro pubblico per sanare il privato.
“Con la determinazione n. 76/2025 questa amministrazione spende quasi 24mila euro per pulire l’area privata della ex BBS a Ruina!!! Euro che non torneranno nelle casse del Comune!”. Chiosa la capogruppo Egle Cenacchi, che aggiunge: “E tra sei mesi saremo nelle stesse condizioni”. La ditta Nanoproject, proprietaria dell’ex bbs, è in contenzioso con l’amministrazione comunale di Riva del Po per il pagamento dell’imu: l’ente pubblico ha nominato un legale rappresentante per il recupero dell’insoluto. Ora i problemi riguardano l’incuria del terreno, una situazione di degrado iniziata prima dell’estate e denunciata da una dei confinanti della ditta.
La signora Debora si lamentava, con tanto di foto dimostrative, che parte della sua proprietà sembrava la savana, invasa dalla folta vegetazione proveniente dall’ex bbs. Secondo la consigliera Cenacchi, molti di questi denari, per sanare terreni privati, non verranno mai recuperati, in primis questa della Bbs, ma soprattutto “tra sei mesi si presenterà lo stesso problema. Sarà il caso di investire altro denaro pubblico?”.
Secondo l’ex assessore della Giunta Zamboni, questo è: “Un altro sperpero di denaro pubblico a danno della comunità – scrive Anna Cinzia Trapella – È inaccettabile che i soldi dei contribuenti vengano utilizzati per intervenire su proprietà private, senza che tali risorse tornino in alcun modo nelle casse del Comune. Si tratta di un’operazione che, anziché risolvere problemi reali per la collettività, appare come un chiaro esempio di malgestione delle risorse pubbliche. In un momento in cui le priorità dovrebbero essere altre, come il miglioramento dei servizi per i cittadini e il sostegno alle famiglie in difficoltà, spendere così tanto per una pulizia che riguarda un’area privata è decisamente fuori luogo. Questa amministrazione ha il dovere di rendere conto di come vengono gestiti i soldi pubblici e tutelare prima di tutto gli interessi della comunità, non quelli di soggetti privati”.
(dmb)
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